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domenica 1 novembre 2009

nel paese delle creature selvagge

il significato più profondo, intimo e personale del viaggiare sta tutto in quella fuga disperata e in quel ritorno sereno.
a casa, a noi stessi.

places that pull

martedì 17 marzo 2009

in attesa del principe mezzosangue.

Harry Potter, ecco Il Principe Mezzosangue.
Harry Potter e il principe mezzosangue (2009) | MYmovies
Harry Potter e il principe mezzosangue (film) - Wikipedia

e su youtube ci sono pure dei trailer (che però io da qua non riesco a vedere..)
e che diamine. quest'anno ho già il regalo di compleanno assicurato.

buh!

ps. ecco un trailer...

lunedì 26 gennaio 2009

domenica 8 luglio 2007

Radiofreccia

"Buonanotte. Quì è Radio Raptus, e io sono Benassi - Ivan. Forse lì c'è qualcuno che non dorme. Beh, comunque che ci siete oppure no io c'ho una cosa da dire. Oggi ho avuto una discussione con un mio amico. Lui è uno di quelli bravi: bravi a credere in quello cui gli dicono di credere. Lui dice che se uno non crede in certe cose non crede in niente. Beh, non è vero: anch' io credo. Credo nelle rovesciate di Bonimba e nei riff di Keith Richards; credo al doppio suono di campanello del padrone di casa che vuole l'affitto ogni primo del mese; credo che ognuno di noi si meriterebbe di avere una madre e un padre che siano decenti con lui almeno finché non si sta in piedi; credo che un Inter come quella di Corso, Mazzola e Suarez non ci sarà mai più, ma non è detto che non ce ne saranno altre belle in maniera diversa; credo che non sia tutto qua, però prima di credere in qualcos'altro bisogna fare i conti con quello che c'è qua, e allora mi sa che crederò primo o poi in qualche Dio; credo che semmai avrò una famiglia sarà dura tirare avanti con 300 mila lire al mese, però credo anche che se non leccherò culi come fa il mio caporeparto difficilmente cambieranno le cose; credo che c'ho un buco grosso dentro ma anche che il Rock 'n' roll, qualche amichetta, il calcio, qualche soddisfazione sul lavoro e le stronzate con gli amici, beh, ogni tanto questo buco me lo riempiono; credo che la voglia di scappare da un paese con 20 mila abitanti vuol dire che hai voglia di scappare da te stesso, e credo che da te non ci scappi neanche se sei Eddy Merckx; credo che non è giusto giudicare la vita degli altri, perché comunque non puoi sapere proprio un cazzo della vita degli altri. Credo che per credere, certi momenti, ti serve molta energia. Ecco, vedete un po' di ricaricare le vostre scorte con questo."
(Discorso di Freccia su Radio Raptus, la futura Radiofreccia, prima di mandare in onda "Rebel Rebel" di David Bowie - dal film di Luciano Ligabue - Radiofreccia)

domenica 14 gennaio 2007

la casa sul lago del tempo (the lake house) di alejandro agresti. un uomo ed una donna che si innamorano senza mai vedersi, semplicemente scrivendosi lettere. parole che colmano la distanza che li divide che si scoprirà essere distanza temporale, lei vive nel 2006 e lui nel 2004. il tutto scandito con un ritmo lento da tisana e camino, che sa tanto di quelle cose di una volta che hanno un buon sapore. ed infatti se sopportarti i soliti luoghi comuni ed una "mielosa" storia d'amore, dove alla fine tutti "vissero felici e contenti", quando finisce il film hai l'impressione di essere tornata indietro nel tempo. tutto sommato un bel film, certo non un capolavoro. ma non sono una cinefila, piuttosto preferisco essere una cinofila. mi piacciono i film che danno un emozione e perchè no, magari anche un illusione. che in fondo illudersi non è un reato e se fatto con moderazione non fa male!
nel film viene citato il libro di jane austen "persuasione", un libro che parla di attesa e della straordinaria possibilità che ogni tanto la vita ci regala: avere una seconda chance.

sabato 13 gennaio 2007

closer di mike nichols, tratto dall'omonimo testo teatrale di patrick marber, sceneggiatore della pellicola. ed in effetti sembra di essere a teatro, quello che conta sono gli sguardi ed i dialoghi. la storia di due donne e due uomini le cui vite si intrecciano di continuo generando storie d'amore e di sofferenza. ambientato in una londra quasi inesistente (pochissime le scene in esterno) è un ritratto, amaro e crudo, di come si sviluppano oggi le relazioni, di come il tradimento sia sempre dietro l’angolo, di come alla fine finiamo sempre per ferire le persone che ci sono più vicine e di come spesso l’amore venga confuso con la passione per cui quando questa si esaurisce non si hanno più stimoli e ci si convince che l’amore non basta e non è più sufficiente a stare assieme. tema musicale del film la straordinaria "blower's daughter" di damien rice.
mi infilo in un ginepraio, cercando di non cadere nei luoghi comuni... ma è difficile non dar ragione al regista. in fondo la realtà di oggi è questa, la spasmodica ricerca dell'unica cosa che conta, la passione. i momenti che ricordiamo di una storia d'amore sono l'inizio e la fine, i due momenti più "alti". tutto il resto, il durante, il quotidiano non ci fanno sentire "vivi" ed allora non trovano nemmeno spazio nei nostri ricordi. come se la vita fosse una continua ricerca di qualcosa di meglio, mai soffermandoci a riflettere su quello che abbiamo.
tutto e subito, tutto consumato velocemente, così da non avere mai realmente nulla. perchè se non hai nulla non puoi perdere nulla. e allora forse non è paura? perchè in passato, quando abbiamo perso qualcosa, ci siamo sentiti spersi e feriti?
molte persone credono che "fermarsi" significhi accontentarsi. secondo me no. per me fermarmi significa iniziare a curare quello che ho, vederlo crescere ogni giorno, nutrirlo, come se fosse una pianta. come se le relazioni con le altre persone fossero delle piantine. quando le conosci le metti a terra e poi, giorno dopo giorno, le devi curare. e magari ci sono periodi in cui riesci a curarle di meno, ma se hanno messo radici profonde sopravvivono, se le radici sono ancora scoperte... muoiono.