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martedì 2 febbraio 2010

Leggere, leggere, leggere!

Il 26 marzo 2010 ognuno di voi avrà in mano un libro, una storia che considera bella, dei personaggi che ha amato. Avrà ciò in mano, nella propria borsa o dove volete. Il 26 marzo 2010 voi prenderete questo libro e lo regalerete ad una persona a cui non avete mai parlato. Si, proprio uno di quelli che vedete tutti i giorni. Alzerete il vostro culo, schiarirete la vostra voce e metterete qualsivoglia infondata vergogna da un’altra parte. Prenderete quest’infuso di rivoluzione e lo donerete ad un vostro compagno. Lo guarderete negli occhi e sorriderete.

Leggere, leggere, leggere!

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martedì 29 dicembre 2009

anni '10

Tra due giorni entreremo negli anni '10. Sento fortemente il bisogno di andare ad imparare il charleston.
Joy

martedì 8 settembre 2009

Allegriaaaaaaa...

alle 13.59 la notizia rimbalza da un angolo all'altro del web tra ironia e dispiacere. è morto Mike Bongiorno, il papà della televisione (come lo chiamano i principali quotidiani on line). è morto per infarto a Montecarlo.
non mi piace e non mi è mai piaciuta la caccia alle belle parole appena il personaggio di turno passa a miglior vita. che, chissà come mai, ma da morti so' tutti bravi. non discuto minimamente quello che ha fatto e quello che è stato con il suo modo di essere e fare televisione. ma non credo che sia per i meriti artistici che la gente rimane dispiaciuta. credo che la questione sia un altra.
ho 31 anni. sono cresciuta con la televisione fino a quando non ho deciso di spegnerla e relegarla a compagna di sporadiche sere in cui sono persin troppo pigra per affittarmi un film e vederlo. ed ora leggo che Mike è morto. e non mi dispiace perchè sono sentimentale (anche se dannazione, lo sono!). mi dispiace perchè è stato, alla fine, come un "nonno". quando ero piccola lui era già in tv e l'ho visto invecchiare. e così ora mi stranisce un po' pensare che non farà l'ennesima pubblicità con Fiorello oppure che non verrà invitato per la settecentesima volta a prendere il telemiao alla carriera. mi stranisce come mi straniscono le morti delle persone che conosco da sempre, anche se non hanno mai fatto parte della mia vita, se non marginalmente. il vecchio sindaco del paese con cui chiacchieravo sempre quando andavo a trovare i nonni, oppure la negoziante del paese da cui non volevo mai andare perchè mi chiamava "stella" e spiegava, ogni volta, a tutti gli altri acquirenti chi ero e cosa facevo. oppure l'edicolante da cui andavo ogni settimana a comprare il "topolino".
mi straniscono queste perdite. forse perchè mi danno la netta sensazione del tempo che passa portandosi via le cose. come se si portasse via un pezzo di me che d'ora in avanti potrò ritrovare solo nei ricordi. un po' come quando è morto mio nonno ed ho sentito come se un pezzo della mia infanzia se ne andasse e non era solo perchè affrontavo un lutto doloroso ed ingombrante. perchè con lui se ne andavano le mie estati a piedi nudi e le gite la domenica. le giornate a giocare a nascondino e le corse per i campi dopo aver "preso in prestito" la frutta dagli alberi del vecchio lattoniere del paese. llo stare a zonzo con gli amici a combinare guai e le domeniche a "servir messa" per avere la mancia. le cene alla domenica sera in cui c'era sempre qualcuno che arrivava tardi e un posto sempre pronto per essere aggiunto. la vendemmia e l'uva da schiacchiare, la nebbiolina di settembre e le castagne ad ottobre per scaldare le mani. le vacanze di natale ed il carbone alla befana. le scarpe slacciate ed le bucce d'arancia sulla stufa. la brace nel letto per togliere un po' di gelo e le coperte spesse e pesanti sotto cui non ci si riusciva a muovere. le lenzuola di lino con le iniziali di papà ed il cane che saltava sul letto per svegliarti. il latte appena munto e la legna da sistemare.
la netta sensazione del tempo che passa. e le cose che se ne vanno. e tutti i cambiamenti che si vedono nitidamente come sotto una lente d'ingrandimento. ed un po' di malinconia rimane sempre. perchè molte cose, a viverle adesso, hanno un altro sapore e poco importa se migliore oppure peggiore. e quel sapore che sembra andarsene ti rimane addosso come una seconda pelle e sa di buono e sa di casa. ed ogni volta che chiudi gli occhi e e ci pensi... riesci solo a sorridere.

martedì 23 giugno 2009

Sei donna e allora devi

Sei donna e allora devi…

Sei una donna. Punto.
A capo.
Fino ai 10 anni ti è concesso tutto tranne l’alcolismo, le droghe pesanti e la piromania. Subito dopo inizia un periodo in cui sarai sicuramente troppo bassa, troppo alta, troppo magra, troppo piatta, troppo grassa, troppo riccia, troppo poco bionda, troppo di qualsiasi altra cosa possa mai esistere.
Sei “troppo”, ma sopravvivi.

Arrivi ai 20 e provi a goderteli nonostante quel miliardo e mezzo di complessi che la società, i conoscenti, i ragazzi sbagliati, gli amici e anche i tuoi genitori (non ci facciamo mancare niente) ti hanno fatto venire.
Goditeli tutti i 20 perché i 30 si avvicinano e da quel momento in poi non solo sarai “troppo” ma sarai anche sbagliata.

Proviamo ad analizzare le varie opzioni:
- sei single e senza lo straccio di un flirt: sei una sfigata.Vuoi forse morire zitella? La possibilità che tu abbia deliberatamente scelto di rimanere da sola non verrà nemmeno presa in considerazione. Oppure sei tremendamente brutta e non hai via di scampo. Potevi dircelo prima però.
- sei single e ti concedi più relazioni: meretrice.
- sei fidanzata: quando ti sposi?

- sei sposata: che aspetti a fare un figlio? Ti vuoi forse privare dell’infinita gioia della maternità?
- hai un figlio: e ne fai solo uno?
- sei moglie e mamma: e non lavori?
- sei moglie e mamma e lavori: e abbandoni i tuoi figli così?
- sei una mamma che sacrifica la vita sociale e il lavoro per i figli: pazza. E alle tue soddisfazioni personali non ci pensi?
- sei una mamma che ogni tanto gioca il jolly dei nonni riuscendo così a mantenere un minimo di vita sociale e a goderti tuo marito: madre degenere.
Per farla breve: non importa che farai, sempre pietre in faccia prenderai (non è Confucio ma riassume il concetto).
Tu sorridi comunque e non preoccuparti. Quanto detto vale per i luoghi comuni: basta solo frequentarne altri.

venerdì 12 giugno 2009

settimana dal 12 giugno al 18 giugno 2009 di Rob Brezny (Internazionale)

Cancro

In onore della fase di pulizia karmica del tuo ciclo astrale, ti invito a fare un esercizio: immagina un pozzo nel bel mezzo del deserto che contiene tutto quello che hai consumato, rovinato o che ti sta troppo stretto. Ci sono i tuoi vecchi mobili, i tuoi vestiti preferiti di una volta, i vecchi cd e le scatole vuote dei cereali che ti piacciono. Quest’ammasso di rifiuti, però, contiene qualcosa di più interessante: le foto che ti ricordano i sogni a cui hai rinunciato, i souvenir di rapporti andati male, i simboli di credenze svanite e le idee di te stesso a cui un tempo ti ispiravi. Nel pozzo ci sono le cose che per te sono morte. Sei riuscito a evocare questa visione? Adesso immagina di cospargere di benzina quel cumulo di roba e di dargli fuoco. Poi, guardalo bruciare.

tu come stai? (sintetica e concreta, come sempre)

vivo. e lavoro. e tutte quelle altre cose che di norma si fanno. alleno, quotidianamente, il mio brutto carattere e mi preparo alla lenta, ma inesorabile, risalita che l'oroscopo promette.

martedì 19 maggio 2009

lentamente, lievemente, ma inesorabilmente.

quando tutto va male, tutto ti è ostile, nessuno sa più leggere il tuo sguardo... rifugiati nel tuo angolo, capovolgi il mondo e stai a guardare.

lentamente, lievemente, ma inesorabilmente... tutto ricomincia.

giovedì 14 maggio 2009

giovedì 23 aprile 2009

martedì 6 gennaio 2009

(erano) buoni propositi senza nessuna pretesa.

dicembre, cordiale e insolito,
ritorna dando vita all'improvvisa urgenza di cambiamento
il tempo a volte è ostile ed altre complice,
soggettiva interpretazione,
ma spesso torna utile poiché
può dare modo di arrivare
a mettersi in gioco

primavera, lieve e indolente, superba
quindici anni capelli arruffati
un segno di ribellione
il tempo a volte è ostile ed altre complice
l'arma più efficace è l'attesa
questo è quanto diceva mio padre

se avrai calma e lucidità
non subirai il fascino di comode scelte
se avrai buon senso e volontà
trascurerai l'abitudine per metterti in gioco

riecheggiano le estati tiepide di agosto e i trent'anni
ricordo l'insolenza e l'indecisione
il tempo a volte è ostile ed altre complice
l'arma più efficace è l'attesa
questo è quanto diceva mio padre

se avrai calma e lucidità
non subirai il fascino di comode scelte
se avrai buon senso e volontà
trascurerai l'abitudine

promettimi che eviterai mediocri vie di mezzo
accomodanti e che non soddisfano
concilianti e che non ti appartengono
la fortuna abbraccia gli audaci e non è pura coincidenza

se avrai calma e lucidità
non subirai il fascino di comode scelte
se avrai buon senso e volontà
trascurerai l'abitudine per metterti in gioco
(ron - cambio stagione)

cambi di stagione, di armadi e di anni. buona fine e buon inizio, come se allo scoccare della mezzanotte tutto cambiasse. si riempiono liste mentali e reali di buoni propositi e di promesse che durano il tempo di un amen. che durano il tempo di rimettere nel ripostiglio l'albero di natale e correre che iniziano i saldi. buoni propositi in saldo e promesse scontate. e tutto continua come se nulla fosse.
non ho fatto buoni propositi. mi conosco sufficientemente bene da sapere che i miei buoni propositi non durano quando dovrebbero e si perdono dietro l'ennesima stella cadente. e poco importa se, ogni estate, fisso il cielo ad aspettare che ne cada qualcuna a cui aggrappare un desiderio. poco importa perchè alla fine esistono troppe stelle cadute per il peso di quel desiderio e nessuna che ha la forza di rimanere a volare.
nessun ottimo intento per il nuovo anno. mi tengo la mia vita vecchia, la curo e con pazienza ed amore provo a recuperare quei pezzi di me che ho abbandonato.
ho camminato al freddo per fermarmi davanti ad un fiume che scorre lento. ho camminato per sentire il freddo entrarmi nelle ossa e nel cuore. ho camminato per svegliarmi da questo torpore che mi inghiotte.
e non mi è venuto in mente nessun buon proposito da fare, che allo stato attuale mi sembrano tutti enormi ed impossibili da realizzare. ho pensato e ripensato a qualcosa che mi ero sempre ripromessa di fare. un compito da svolgere quasi a volermi distrarre dalla mia vita che scorre.
non ho buoni propositi e non ho stelle da far cadere. e non ho più forza per sperare. ho quel che resta di tutta la mia energia, passata sotto uno schiacciasassi ed assottigliata. non ho quello di cui avrei bisogno e non lo vedo neppure intorno a me.
sia lella costa che l'ecclesiaste dicono che c'è un tempo per tutto. e di lella costa mi fido.
mi sono augurata che questo anno non fosse peggio di quello appena finito. stasera, nel freddo di una notte piena di carbone e di dolcezza, nel riflesso di un sorriso uscito per caso, nel caldo di un abbraccio che domani andrò a prendermi, ho visto che tempo può essere, solo lo volessi, d'ora in poi. perchè da queste parti fa ancora freddo e ci vorrà del tempo affinchè, realmente, il tempo cambi. ma c'è un tempo per tutto. questo magari non mi da pace oppure serenità, ma mi fa vedere una meta. un punto in cui arrivare, per ripartire.
non so che tempo sia là fuori. dalle mie parti, dopo tutto, si respira ancora aria buona. e direi che, di questi tempi, è già "tanta roba".

venerdì 2 gennaio 2009

stakanov ed il planning (della festività of course...)

6 gennaio - martedì
13 aprile (lunedì dell'angelo)

25 aprile - sabato
1 maggio - venerdì
2 giugno - martedì
24 giugno (san giovanni, patrono di torino) - mercoledì

15 agosto - sabato
1 novembre - domenica
8 dicembre - martedì
25 dicembre - venerdì

26 dicembre - sabato

il primo, fondamentale, lavoro dell'anno: il controllo delle festività annuali.

giovedì 1 gennaio 2009

un secondo in più

ed il 2008, finalmente, lo abbiamo archiviato. e non è bastato fosse un anno bisestile, ha pure tardato di un secondo sul finire (Il 2009 arriverà con un secondo di ritardo).
e non ho voglia di fare bilanci. perchè i bilanci li faccio per lavoro ed ho imparato che quadrano solamente quando si tratta di cifre. ma se andiamo a parlare della tua vita, il bilancio di un anno non potrà mai quadrare. ci saranno sempre degli squilibri, cose che solo il tempo metterà a pari.
ed allora la scorsa notte, prima di brindare per il nuovo anno che stava iniziando, ho fatto un brindisi con me stessa per l'anno che finiva. un anno che, nel darmi la gioia dolce e straordinaria di un nipote meraviglioso, mi ha fatto vedere la durezza, la volubilità di tutte le cose e l'instabilità di quello che ho creduto stabile. un anno stancante che mi ha procurato ferite profonde e dolorose.
un anno di cui, nonostante tutto, non vorrei cancellare nulla. forse perchè continuo a pensare che nulla, nella vita, capiti mai per caso. ed allora l'altra notte, nel brindare, ho solo pensato che forse le cose dovevano andare così. anche se fa male. ed ho mandato giù quel nodo in gola ed ho provato a brindare al nuovo anno senza aspettarmi nulla di eccezionale. per il momento mi auguro solo che non sia peggio di quello appena finito. perchè possa essere meglio mi tiro su le maniche ed inizio a lavorare. perchè continuo a pensare, come insegna Alice, che l'impossibile è solo una questione di esercizio.
che sia un bosco dove puoi seppellire i tuoi cristalli oppure qualcosa di molto simile alla foresta incantata vicino ad hogwarts, luogo oscuro e terribile, dove può capitare che incontri Lord Voldemort che succhia il sangue ad un unicorno... ma lì, in mezzo a tutte quelle cose intricate prima o poi, ci devi passare. e ci vuole coraggio ad entrarci, e ci vuole altrettanto coraggio per uscirne. non puoi permetterti di rimanere lì sul margine, e che sia dentro oppure fuori, quel passo, in qualche modo lo devi fare.

mercoledì 24 dicembre 2008

un tempo per ogni cosa

che tempo abbiamo avuto!
se solo aveste potuto vedere il tempo che c'era ai miei tempi -
quando riuscivamo a credere a ben più di sei cose impossibili prima di colazione
e i nostri eroi erano capaci di promuovere trentadue rivoluzioni per perderle tutte.
e c'era tempo per fare tutto, per essere tutto, contemporaneamente
abbiamo viaggiato con Alice spavaldi ed onnipotenti -
c'è tempo, guarda c'è tempo, ti dico che c'è tempo, ti dico che c'è tempo, c'è un sacco di tempo,
di sicuro ci sarà tempo, il tempo è dalla nostra parte, abbiamo avuto tutto il tempo del mondo...
ma
" poichè ora so che il tempo è sempre tempo
lo spazio è sempre e solo spazio
ciò che è reale lo è solo per un tempo
e per uno spazio"
ora, forse, dovremmo riuscire a prendere per mano il signor Federico Nessuno
- senza lasciare la mano di Alice -
e ammettere una volta per tutte che, sì, effettivamente siamo cresciuti,
e, sì, qualche volta è proprio ora di andare a dormire,
ma sempre con gli occhi bene aperti, per non rischiare di perderci neanche un bisbiglio.
perchè finalmente lo abbiamo imparato che c'è tempo
soltanto se c'è un tempo,
un tempo per ogni cosa.
per sceglierne magari una sola di quelle cose impossibili,
per poi realizzarla, costi quel che costi.
e arrivare in un posto per restarci, e guardare con gli occhi spalancati,
perchè c'è un tempo per viaggiare e un tempo per costruire,
un tempo per scappare e un tempo per guarire,
un tempo per capire, lunghissimo,
un tempo per spiegare,
un tempo per perdonare,
un tempo per perdere tempo.
c'è un tempo per cambiare e un tempo per tornare gli stessi di sempre,
un tempo per gli amori e un tempo per l'amore,
un tempo per essere figli e un tempo per farli, i figli,
un tempo per volere una vita spericolata e un tempo per trovare un senso a questa vita -
che è l'unica che abbiamo.
c'è un tempo per raccogliere tutte le sfide, un tempo per combattere tutte le battaglie, un tempo per fare la pace, un tempo per esigerla, la pace.
c'è un tempo per dire e un tempo per fare - e non è detto che di mezzo debba per forza esserci una barca.
a volte basta uno sguardo,
a volte persino una scheda elettorale.
c'è un tempo per innamorarsi - prorogabile.
c'è un tempo per ballare e un tempo per aspettare,
un tempo per correre,
un tempo per il silenzio.
e se c'è un tempo bellissimo per ricordare
allora ce ne deve essere anche uno calmo per dimenticare
ma senza perdere
e senza perdersi.
perchè se c'è un tempo per dormire e uno per morire, forse
- forse -
se siamo sempre stati bravi e attenti,
e continuiamo a tener gli occhi spalancati
allora, forse,
c'è anche un tempo infinito
per sognare.

(lella costa - alice, una meraviglia di paese)

follie natalizie

se proprio devo dirvelo a me piace venire a lavorare in giornate come questa. niente traffico per le strade, un sacco di colleghi in ferie (quindi, di conseguenza, molti meno rompiscatole che girano per gli uffici) ed il telefono quasi muto (penserete mica che qualcuno si osa telefonare per una fattura il 24 dicembre?) .
quasi meglio che prendersi un giorno di ferie ed in compenso.. si riesce anche a lavorare meglio. meno interruzioni e meno intoppi, nello stesso tempo si arriva a fare quasi il doppio del lavoro.
e sto pure seriamente pensando di rinunciare ai due giorni di ferie che ho preso a gennaio (il 2 ed il 5).
forse però ho la febbre, oppure qualche malattia strana.
oppure hanno ragione le mie amiche quando mi chiamano stakanov.
orcoboia.

forse è meglio che vado và, che "il natale quando arriva arriva"!

domenica 21 dicembre 2008

panico da foglio bianco

non riesco a scrivere. inizio, cancello, salvo e mi fumo l'ennesima sigaretta. come se le parole che escon fuori stanotte non siamo lo specchio dei miei pensieri. forse è solo che, in certi momenti, non serve cercare di capire le cose, oppure solo di scriverle. devi lasciarle lì, da parte, che poi il momento giusto arriva senza che ti arrovelli l'anima.

ed allora porto pazienza ed aspetto. al massimo se in questa pagina della mia vita non riesco proprio a trovar nulla da scrivere... volto pagina e non ci penso più.

buonanotte

mercoledì 10 dicembre 2008

lunedì 1 dicembre 2008

giovedì 27 novembre 2008

futuribile